Charles Bell nel 1837 poneva questo quesito: “Come fa un uomo a mantenere una postura diritta o inclinata contro il vento che soffia contro di lui?” arrivando di seguito alla seguente intuizione “E’ evidente che possiede un senso attraverso il quale conosce l’inclinazione del suo corpo e che possiede la capacità di riaggiustare e correggere tutti gli scarti in rapporto alla verticale”. Bell stava buttando le basi per gli studi di Posturologia, la Scienza dell’equilibrio umano. Tale scienza si basa su un concetto base, ovvero quello del Sistema Posturale Fine (S.P.F.), con il quale si è uso definire il “senso” a cui Bell si riferisce nella sua felice intuizione. Il S.P.F. si basa su concetti della cibernetica. A livello metaforico può essere comparato ad un sistema asservito di regolazione, ovvero sistemi che possiedeono un entrata, un area di elaborazione dati ed una uscita. Si pensi alle scatole nere poste sulle navi o sugli aerei. Le entrate del S.P.F. sono dei recettori sensoriali, e si posso dividere in due categorie: gli esocettori e gli endocettori. I primi inviano le informazioni relative all’ambiente esterno. Fisiologicamente si concretizzano nell’orecchio interno, nella retina e nella pianta del piede. Gli endoreattori invece sono recettori sensitivi che hanno il compito di inviare informazioni circa ciò che accade all’interno del corpo. Permettono al sistema di conoscere la posizione di ogni muscolo, osso, legamento ed organo in rapporto con l’equilibrio. Lavorano in particolar modo sulle informazioni inviate da orecchio interno e retina in rapporto con quelle inviate dalla pianta del piede. Si dividono a loro volta in recettori propriocettivi e recettori enterocettivi. Tutta la serie delle informazioni come abbiamo visto vengono inviate al questa sorta di scatola nera, il cuore del S.P.F. Si tratta di strutture neurologiche che funzionano in modo automatico, come il battito cardiaco. Le informazioni ricevute vengono elaborate, per modificare poi il tono posturale e ripristinare il giusto equilibrio. Le uscite del S.P.F. si concretizzano in piccole ed impercettibili oscillazioni che l’uomo compie costantemente sul proprio asse, e che gli permettono un equilibratura senza sosta.
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lug
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